giovedì, ottobre 15, 2020

Articolo giornalistico sul Covid 19

 

Un salto di specie imprevedibile, una pandemia incalcolabile

 

31.01.2020, Roma, due cinesi risultano positivi al tampone e da lì 2,4,8,16,32… fino ad arrivare (durante il picco) ad un totale di 225886 casi ufficiali.

Un virus (dal latino “veleno”) è un organismo unicellulare con le caratteristiche di parassita obbligato, in quanto si replica esclusivamente all’interno di un’altra cellula, la quale viene infettata. Proprio per questo si trova metà tra vita (capacità di riprodursi) e non-vita (non-capacità di riprodursi). È questa la sua differenza dai batteri, che sono propriamente dei viventi. La cellula contiene dentro di sé il virus, che moltiplicandosi la fa scoppiare. Il parassita allora esce ed infetta altri organismi. Si ha così il diffondersi del virus. Se non ha però cellule da infettare, muore.

La pandemia 2019-2020 è stata causata dal Sars-Cov-2, un virus di origine zoonotica -cioè capace di riprodursi attraverso lo spillover, passaggio dall’animale all’uomo- appartenente alla famiglia dei coronavirus. Una volta che il virus è in grado di applicare il fenomeno dello spillover può dare ufficialmente inizio all’epidemia.

“Sars” sta per Severe acute respiratory syndrome, una precedente forma atipica di polmonite apparsa per la prima volta nel 2002. “CoV” sta per COrona Virus e “2” per secondo.

Per limitare o ridurre a 0 i contagi bisognerebbe fare in modo di non lasciare al virus alcun possibile soggetto all’infezione e vista la sua natura da sindrome respiratoria una protezione adeguata è indossare la mascherina, adottare il distanziamento sociale, evitare di entrare in molti negli spazi chiusi…

Nella matematica del contagio la popolazione si può dividere idealmente in tre gruppi: coloro che sono soggetti al contagio, i Suscettibili (S), gli Infetti (I) e i guariti Recovered (R). Nel modello SIR (S+I+R) si trova un numero diverso per ogni malattia, denominato come R0 o semplicemente R (numero di riproduzione del virus). Questi quantifica, in media, quanti infetti provoca un contagiato. Per il morbillo R0 si aggirava intorno a 15, per la parotite era circa 10, per il COVID-19 R0 è pari a circa 2,5. È basso, si potrebbe dire, ma finche R0 non è inferiore ad 1 la pandemia non si arresta. Gli sforzi di questi tempi e le misure restrittive applicate sono state messe in atto per far diminuire R0: se un contagiato non infetta almeno un altro individuo e se ogni infetto diventa recovered il contagio si arresta.

Il vaccino è una cura affidabile finché il virus non muta, ma se accadrà anche quest’immunizzazione diverrà invana contro il COVID-19. Inoltre bisogna ricordare che anche se l’attuale coronavirus presenta diversi sintomi in comune con il virus dell’influenza stagionale è comunque un organismo di origine diversa. Questo fraintendimento ha portato a pensare che il COVID-19 debba avere un picco stagionale per poi recedere, ma questo è ancora da sapere, come molte altre cose…

Nel 2012 gli esperti dichiararono: “La prossima grande epidemia sarà causata da un virus e apparirà in un mercato della Cina meridionale”. Preveggenza? No. Solo scienza, e un po’ di storia.

 


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