Un salto di specie imprevedibile, una pandemia incalcolabile
31.01.2020, Roma, due cinesi risultano positivi al tampone e da lì
2,4,8,16,32… fino ad arrivare (durante il picco) ad un totale di 225886 casi ufficiali.
Un virus (dal latino “veleno”) è un organismo unicellulare con
le caratteristiche di parassita obbligato, in quanto si replica esclusivamente
all’interno di un’altra cellula, la quale viene infettata. Proprio per questo
si trova metà tra vita (capacità di riprodursi) e non-vita (non-capacità di
riprodursi). È questa la sua differenza dai batteri, che sono propriamente dei
viventi. La cellula contiene dentro di sé il virus, che moltiplicandosi la fa
scoppiare. Il parassita allora esce ed infetta altri organismi. Si ha così il
diffondersi del virus. Se non ha però cellule da infettare, muore.
La pandemia 2019-2020 è stata causata
dal Sars-Cov-2, un virus di origine zoonotica -cioè capace di riprodursi
attraverso lo spillover, passaggio dall’animale all’uomo- appartenente alla
famiglia dei coronavirus. Una volta che il virus è in grado di applicare il
fenomeno dello spillover può dare ufficialmente inizio all’epidemia.
“Sars” sta per Severe acute respiratory syndrome, una precedente forma atipica di
polmonite apparsa per la prima volta nel 2002. “CoV” sta per COrona Virus e “2”
per secondo.
Per limitare o ridurre a 0 i contagi
bisognerebbe fare in modo di non lasciare al virus alcun possibile soggetto
all’infezione e vista la sua natura da sindrome respiratoria una protezione
adeguata è indossare la mascherina, adottare il distanziamento sociale, evitare
di entrare in molti negli spazi chiusi…
Nella matematica del contagio la popolazione si può dividere idealmente
in tre gruppi: coloro che sono soggetti al contagio, i Suscettibili (S), gli
Infetti (I) e i guariti Recovered (R). Nel modello SIR (S+I+R) si trova un
numero diverso per ogni malattia, denominato come R0 o semplicemente R (numero
di riproduzione del virus). Questi quantifica, in media, quanti infetti provoca
un contagiato. Per il morbillo R0 si aggirava intorno a 15, per la parotite era
circa 10, per il COVID-19 R0 è pari a circa 2,5. È basso, si potrebbe dire, ma
finche R0 non è inferiore ad 1 la pandemia non si arresta. Gli sforzi di questi
tempi e le misure restrittive applicate sono state messe in atto per far
diminuire R0: se un contagiato non infetta almeno un altro individuo e se ogni
infetto diventa recovered il contagio si arresta.
Il vaccino è una cura affidabile finché il virus non muta, ma se
accadrà anche quest’immunizzazione diverrà invana contro il COVID-19. Inoltre
bisogna ricordare che anche se l’attuale coronavirus presenta diversi sintomi
in comune con il virus dell’influenza stagionale è comunque un organismo di
origine diversa. Questo
fraintendimento ha portato a pensare che il COVID-19 debba avere un picco
stagionale per poi recedere, ma questo è ancora da sapere, come molte altre
cose…
Nel 2012 gli esperti dichiararono: “La prossima grande epidemia sarà causata da un
virus e apparirà in un mercato della Cina meridionale”. Preveggenza? No. Solo
scienza, e un po’ di storia.